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Il gruppo WhatsApp della classe: cosa devono sapere genitori e insegnanti (2026)

Pubblicato il · 17 ottobre 2026

Il gruppo WhatsApp della classe: cosa devono sapere genitori e insegnanti (2026)

Aggiornato a ottobre 2026

“Sono tutti nel gruppo WhatsApp della classe, tranne me.”

Molti genitori la sentono per la prima volta in quarta o quinta elementare, oppure appena iniziate le medie. I bambini hanno un gruppo tutto loro, quasi sempre su WhatsApp. Si scherza, ci si scambia gli appuntamenti e si fanno piani per il fine settimana. Per tuo figlio sembra subito indispensabile esserci, per non perdersi niente. Attenzione: non parliamo del gruppo dei genitori, quello con le mamme e i papà della classe, ma del gruppo dei bambini, dove di solito non c’è nessun adulto.

Allo stesso tempo, per molti bambini il gruppo della classe è il primo incontro con le chat di gruppo. A volte ci sono trenta bambini in un solo gruppo, senza che un adulto guardi. E spesso lo fanno su un’app di messaggi che non è ancora pensata per la loro età.

Cosa fai come genitore? Vieti il gruppo WhatsApp della classe, o lasci che tuo figlio partecipi? E quali accordi aiutano a tenere il gruppo piacevole e sicuro?

In questa guida leggi dove un gruppo della classe può andare storto, quali indicazioni sull’età esistono in Italia e come genitori e scuola possono creare insieme un ambiente online sereno.

Perché il gruppo della classe è così importante per i bambini?

Per i bambini il gruppo WhatsApp della classe non serve solo a mandare messaggi. Serve soprattutto a sentirsi parte del gruppo.

Nella chat ci si dà appuntamento, si condividono video e si commentano le battute che il giorno dopo tornano in cortile. Se tuo figlio non c’è, può sentirsi escluso o perdere informazioni importanti.

Per questo “ci sono tutti” è un argomento così convincente per un bambino di dieci anni. Dire di no può sembrare come metterlo fuori dal gruppo. Ma dire di sì senza pensarci solleva altre domande. Tuo figlio è già pronto per una chat di gruppo con così tanti bambini? E come fai a tenere d’occhio la situazione se i messaggi continuano ad arrivare?

La soluzione non sta sempre in un divieto o in un sì senza limiti. Prendendo degli accordi con tuo figlio, con gli altri genitori e, se serve, con la scuola, puoi evitare molti problemi.

Da che età è adatto un gruppo WhatsApp della classe?

L’età in cui un bambino è pronto per il gruppo della classe cambia da bambino a bambino. Ci sono però alcuni riferimenti che aiutano a decidere.

  • WhatsApp: l’età minima per un account proprio è in Europa di norma 13 anni, secondo i termini di servizio di WhatsApp.

  • Smartphone personale: in Italia nessuna legge e nessun consiglio del Governo fissa un’età. La Società Italiana di Pediatria ha raccomandato, a novembre 2025, di non darlo prima dei 13 anni: è il parere dei pediatri, non una norma.

  • App di chat e social: sotto i 14 anni un bambino non può dare da solo il consenso all’uso dei suoi dati online, quindi serve quello dei genitori. In Parlamento si discute di vietare i social sotto i 15 anni, ma a ottobre 2026 non c’è ancora una legge.

A scuola, invece, le regole ci sono già. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha vietato lo smartphone durante l’orario scolastico, anche per le attività didattiche: dalla scuola dell’infanzia alle medie dall’anno scolastico 2024/2025, alle superiori dal 2025/2026. Restano alcune eccezioni, per esempio quando l’uso è previsto dal piano educativo individualizzato o personalizzato.

Queste indicazioni non risolvono da sole la questione del gruppo della classe. I bambini lo usano quasi sempre fuori dall’orario scolastico, proprio quando la pressione a partecipare è più forte.

Per questo conviene non guardare solo all’età, ma anche a come viene usato il gruppo, a quanto un adulto può accompagnare i bambini e agli accordi che i genitori prendono tra loro.

Cosa può andare storto in un gruppo della classe?

Quasi tutti i gruppi della classe nascono in modo innocente. I bambini si scambiano una battuta, parlano dei compiti o chiedono chi viene a giocare. I problemi arrivano di solito quando il gruppo si allarga e i messaggi girano in fretta.

Esclusione

Alcuni bambini non vengono aggiunti, oppure nasce un secondo gruppo da cui un bambino viene tenuto fuori apposta. Proprio perché online succedono molte cose che i genitori non vedono, può andare avanti a lungo.

Prese in giro e commenti cattivi

A un commento sgradevole arriva una faccina che ride, poi altri bambini si accodano. Uno screenshot viene inoltrato e all’improvviso lo sa tutta la classe. Quello che inizia come uno scherzo può diventare molto doloroso per un bambino.

Messaggi fino a tarda sera

Se i messaggi continuano ad arrivare, tuo figlio forse non vuole perdersi niente. Anche quando sarebbe ora di dormire, il telefono resta attraente. E il sonno ne risente.

Video e immagini inadatti

A volte i bambini inoltrano immagini senza pensare bene al contenuto o alle conseguenze. Basta un messaggio perché un’intera classe veda qualcosa che non è adatto alla sua età.

Estranei nel gruppo

Un bambino aggiunge un fratello, una sorella o un amico di un’altra scuola. E così nel gruppo della classe ci sono all’improvviso persone che con la classe non c’entrano.

Numeri di telefono visibili a tutti

In un normale gruppo WhatsApp i partecipanti vedono i numeri di telefono degli altri. Non è sempre una buona idea, soprattutto se bambini e genitori non si conoscono ancora.

Foto condivise senza permesso

Una foto di una festa o scattata in classe può sembrare innocua, ma il bambino nella foto magari non vuole affatto vederla comparire in una chat di gruppo.

Sette accordi per un gruppo WhatsApp della classe sicuro

Un gruppo della classe funziona meglio quando i bambini sanno cosa ci si aspetta da loro. Aiuta discutere gli accordi con gli altri genitori all’inizio dell’anno scolastico, per esempio alla prima riunione di classe.

1. Tutti quelli della classe ne fanno parte

Stabilite che nessun bambino viene escluso apposta. E non si crea un secondo gruppo per tenere fuori uno o più compagni.

2. Partecipano solo i bambini della classe

Il gruppo è pensato per la classe. Fratelli, sorelle e amici di altre scuole non si aggiungono così, senza pensarci.

3. Dopo un’ora fissa, silenzio

Decidete quando il gruppo della classe tace, per esempio dalle 20 nei giorni di scuola. Così i bambini non devono leggere messaggi fino a tardi né avere paura di perdersi qualcosa.

4. Scrivi solo quello che diresti anche ad alta voce

Una regola pratica: non mandare un messaggio che non avresti il coraggio di dire davanti alla classe. Online le parole possono sembrare più dure, e i messaggi restano salvati con facilità.

5. Niente foto o video senza permesso

Chiedi prima se a qualcuno va bene che una foto o un video venga condiviso. E non inoltrare messaggi privati o screenshot senza pensarci bene.

6. Non far girare i messaggi cattivi

Qualcuno viene deriso, preso di mira o infastidito? Non partecipare e non inoltrare i messaggi. Parlane con un genitore o con l’insegnante se non sai cosa fare.

7. Uscire dal gruppo è sempre permesso

Un bambino deve poter lasciare il gruppo della classe se non ci sta più bene. Stabilite che non seguiranno rimproveri né nuove prese in giro.

La cosa più importante è che i genitori seguano gli stessi principi. Se ognuno ha regole diverse, per i bambini è più difficile rispettarle.

Quali accordi prendere a casa con tuo figlio?

Oltre alle regole per tutta la classe, ci sono accordi che puoi prendere come genitore con tuo figlio. Così sa cosa fare se la chat di gruppo diventa sgradevole.

  • Dillo se qualcosa va storto. Tuo figlio può sempre farti vedere i messaggi sgradevoli, senza la paura che gli togli subito il telefono.

  • Non devi rispondere a tutto. Anche solo leggere va benissimo. Tuo figlio non deve rispondere a ogni battuta né essere sempre disponibile.

  • Di notte il telefono si mette via. Decidete un posto fisso per la ricarica fuori dalla camera, anche se la sera arrivano ancora messaggi.

  • Difendi gli altri. Tuo figlio vede che qualcuno viene preso di mira? Può far capire che non va bene, non far girare i messaggi o chiedere aiuto a un adulto.

  • Pensa prima di condividere. Un messaggio o una foto possono essere salvati e fatti girare, anche se non era quella l’intenzione.

Parlate di questi accordi con calma e con regolarità. Una buona conversazione funziona spesso meglio che reagire quando nel gruppo della classe è già scoppiato un litigio.

Cosa può fare la scuola se il gruppo della classe crea problemi?

Il gruppo WhatsApp della classe di solito non è un canale ufficiale della scuola. Eppure i problemi nati in chat la mattina dopo continuano tranquillamente in classe.

Le scuole possono quindi avere un ruolo importante, senza dover essere sempre presenti nella chat.

Parlare del comportamento online all’inizio dell’anno scolastico. Spiegare come si comunica con rispetto e cosa fare se una chat di gruppo diventa sgradevole.

Coinvolgere i genitori negli accordi. A una riunione di classe i genitori possono stabilire insieme le regole su chi partecipa, sui messaggi la sera e sulla condivisione delle foto.

Dire chiaramente a chi rivolgersi. I bambini devono sapere che possono andare dall’insegnante o da un altro adulto di fiducia se online vengono presi di mira o esclusi.

Tenere le informazioni della scuola fuori dalla chat dei bambini. Compiti, avvisi importanti e informazioni pratiche è meglio che passino dal registro elettronico o da un altro canale ufficiale della scuola. Così partecipare al gruppo della classe non diventa necessario per ricevere le informazioni della scuola.

La scuola non deve quindi farsi carico di tutto. Aiuta però che genitori e insegnanti diano lo stesso messaggio: online valgono le stesse regole di rispetto e sicurezza che valgono in cortile.

Cosa fare se nel gruppo della classe qualcosa va storto?

Anche con buoni accordi può succedere qualcosa. Prova prima a capire con calma cosa sta succedendo. Tuo figlio ne trae il massimo beneficio se sente che lo ascolti e che cercate insieme una soluzione.

  1. Conserva i messaggi rilevanti. Fai degli screenshot prima che i messaggi vengano cancellati, se serve a documentare quello che è successo.

  2. Non reagire con rabbia. Non lasciare che tuo figlio risponda con insulti ed evita che il litigio si allarghi nella chat di gruppo.

  3. Parla con tuo figlio. Chiedi cosa è successo, come si sente e cosa vorrebbe lui.

  4. Contatta l’insegnante se c’è bullismo. La scuola può aiutare a valutare la situazione e a parlare con i bambini e i genitori coinvolti.

  5. Cerca altro aiuto in caso di minacce o ricatti. Si tratta di immagini indesiderate, minacce o qualcuno che mette sotto pressione tuo figlio? Telefono Azzurro risponde al 19696, gratis e 24 ore su 24, a bambini, ragazzi e genitori. Anche il 114 Emergenza Infanzia è gratuito e attivo giorno e notte.

Soprattutto, chiarisci che tuo figlio non è responsabile di risolvere tutto quello che succede nel gruppo. Può sempre chiedere aiuto, anche se ha sbagliato lui.

Una chat di classe più sicura con BUBLE

Per i bambini il gruppo della classe è una parte importante della vita sociale. Aiuta se l’app di messaggi non si limita a far mandare messaggi, ma tiene conto della loro età e del ruolo dei genitori.

BUBLE è un’app di messaggi per bambini e i loro genitori, con una funzione per le chat di classe. L’insegnante può creare una chat di classe dal proprio elenco della classe, così il gruppo è formato dai bambini della classe e non si riempie di estranei.

L’app offre ai genitori diversi modi per accompagnare il figlio:

  • Un avviso quando partecipa. I genitori ricevono un avviso quando il figlio viene aggiunto a una chat di classe.

  • Niente numeri di telefono visibili a tutto il gruppo. I bambini vedono i nomi degli altri, non i numeri di telefono.

  • Controllo sugli altri contatti. Fuori dalla chat di classe tuo figlio può essere in contatto solo con persone che hai approvato, a meno che tu non scelga impostazioni diverse.

  • Visibilità sui gruppi. Vieni avvisato quando tuo figlio viene aggiunto a un gruppo.

  • Impostare il tempo davanti allo schermo. Decidi tu il tempo giornaliero nell’app.

  • Niente pubblicità né tracciamento pubblicitario. BUBLE non ha pubblicità e non usa algoritmi che spingono i bambini a restare più a lungo.

Così i bambini possono comunicare con i compagni, mentre i genitori restano coinvolti e l’autonomia digitale del figlio cresce passo dopo passo.

BUBLE è disponibile per iPhone e Android.

Domande frequenti sul gruppo WhatsApp della classe

Un bambino di 10 anni può stare nel gruppo WhatsApp della classe?

Un bambino di dieci anni non raggiunge l’età minima per un account WhatsApp proprio, che in Europa è di norma 13 anni. In Italia, inoltre, sotto i 14 anni serve il consenso dei genitori per usare un servizio online, e i pediatri della SIP consigliano di non dare uno smartphone personale prima dei 13.

Eppure molte classi della primaria hanno già una chat di gruppo. Parla quindi con gli altri genitori degli accordi necessari e valuta se c’è un’alternativa più adatta all’età dei bambini.

L’insegnante deve stare nel gruppo della classe?

No, un insegnante non deve far parte per forza della chat dei bambini. Molte scuole preferiscono un canale separato per le comunicazioni ufficiali.

È utile però che l’insegnante sappia che il gruppo della classe esiste e che i bambini sappiano a chi rivolgersi se qualcosa va storto.

Cosa posso fare se mio figlio viene escluso dal gruppo della classe?

Inizia parlando con tuo figlio. Cerca di capire se si tratta di una svista o se qualcuno viene escluso apposta.

Poi contatta il genitore che amministra il gruppo, o l’insegnante. Un accordo chiaro è che il gruppo WhatsApp della classe è per tutta la classe e non si usa per escludere qualcuno.

Mio figlio è obbligato a stare nel gruppo della classe?

No, partecipare a un gruppo informale della classe non è come partecipare alla scuola. Puoi quindi scegliere di non farlo partecipare.

È importante però vedere se così tuo figlio perde contatti sociali o informazioni pratiche. Se serve, parla con gli altri genitori e con la scuola per trovare una soluzione in cui nessuno resta fuori.

A che ora deve tacere il gruppo della classe?

Dipende dall’età dei bambini e dagli accordi presi nella classe. Un orario fisso, per esempio le 20 nei giorni di scuola, dà chiarezza e aiuta a proteggere il sonno.

Funziona meglio se i genitori prendono l’accordo insieme e i bambini non sentono di dover restare online la sera per far parte del gruppo.

Che differenza c’è tra il gruppo della classe e il registro elettronico?

Il gruppo della classe è una chat in cui i bambini parlano tra loro. Il registro elettronico serve alle comunicazioni della scuola alle famiglie: avvisi, compiti e informazioni pratiche. Anche il gruppo dei genitori, che quasi ogni classe ha, è un’altra cosa: lì ci sono gli adulti, non i bambini.

Tenere separate queste funzioni evita che i bambini abbiano bisogno della chat di classe per ricevere informazioni importanti della scuola.

Per concludere: un gruppo della classe funziona meglio con accordi comuni

Per i bambini il gruppo WhatsApp della classe è spesso un prolungamento del cortile. Si scherza, si coltivano le amicizie e si fanno piani. Ma anche l’esclusione e le prese in giro possono continuare online, a volte senza che un adulto se ne accorga.

Con accordi chiari, genitori coinvolti e una scuola che collabora, puoi evitare molti problemi. Scegli regole adatte all’età dei bambini, stabilitele insieme e fai in modo che ogni bambino sappia dove trovare aiuto.

Alla fine un gruppo della classe sicuro non è una questione di controllare il più possibile. Conta che i bambini possano stare in contatto in modo piacevole, senza la paura di essere esclusi o feriti.

Leggi anche le nostre guide WhatsApp età minima: guida per genitori, età per età e Regole per lo smartphone dei bambini: un patto per età.

Fonti: termini di servizio di WhatsApp (età minima); Società Italiana di Pediatria, raccomandazioni sull’uso dei dispositivi digitali, presentate al Senato il 19 novembre 2025; Ministero dell’Istruzione e del Merito, nota n. 5274 dell’11 luglio 2024 e circolare n. 3392 del 16 giugno 2025 (cellulari a scuola); Codice in materia di protezione dei dati personali, art. 2-quinquies (consenso digitale a 14 anni); Senato, disegno di legge n. 1136 sulla tutela dei minori nella dimensione digitale (in esame); Telefono Azzurro, linea 19696 (azzurro.it); servizio 114 Emergenza Infanzia.

Credits

Foto di MART PRODUCTION: https://www.pexels.com/nl-nl/foto/mensen-jong-kinderjaren-jeugd-8471820/

Foto di Kampus Production: https://www.pexels.com/nl-nl/foto/telefoon-smartphone-vrienden-maten-8790298/